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Eppure, talvolta, in tutto quel che non credi reale vi è l’esatta misura di quello che vorresti fosse reale

E’ stato un sogno?

Sognavo o sei stata qui veramente?.

Così affini al tal punto che il caso ci vuole sempre troppo lontani, spingendoci a non incontrarci mai.

Mai in nessun posto, né in terra né cielo.

E tutto poi pare un sogno dove amarsi non basta a far sì che accada perchè il pensiero può essere ovunque lo si voglia.

Dimmi che non ho sognato..

Posso dimenticare gli sguardi, le voci, le parole, i baci dati,non dati, sognati ma non posso dimenticare come mi hanno fatto sentire.

Ed io mi sento un eroe questa mattina.

Metà demone, metà Dio.

Quando incontri l’amore, in qualunque forma sia, incontri te stesso.

Guardo la vita, la guardo bene, nuda a da vicino e so che ho dovuto lasciare andare pur amando.

Ti sceglierei sempre, anche se potessi avere una qualsiasi meraviglia del mondo, eppure

Il legame più forte lo stringe la mente

Ho questa immagine di te in cui sei tante cose, mille donne all’interno di un solo corpo, milioni di scintille che invadono il mio di corpo ; ho questa immagine di te in cui mi guardi senza paure sparse, allora strizzi gli occhi e dai la colpa al sole che ci ha sorpreso amanti.

Ho questa immagine di te che respiri dentro le mie braccia, che ti lasci toccare senza protestare, che tremi..

Ho questa immagine di te, insomma, in cui mi sembra che tu sia stata qui.

Vuoi sapere una cosa strana?

Quando ti guardo la bocca mi viene da sfiorartela con le dita, quando ti guardo gli occhi mi viene di prenderti le mani, mi viene di proteggerti tra le mie braccia

Non so perché, ma mi sale una tenerezza dal profondo dello stomaco.

C’è qualcosa nel tuo viso che è rimasta bambina, forse come non mi guardi o come muovi la lingua negli angoli della bocca incurante di chi possa guardarti.

Mi parla di come eri quando ancora non ti conoscevo. Quando ti vedo, mi sembra un sogno

Ci sono giorni che non perdonano di aver vissuto troppo intensamente la notte e ci sono giorni che continuano ad accarezzarti, giorni meno severi che hanno preso d’improvviso il posto della notte, giorni che aprono la voragine al sogno e così rido, rido senza motivo tra la gente e da solo e mi sento questo eroe solitario pronto a vivere la più bella canzone mai scritta.

Non cedo, non arretro di un passo, finita una guerra, resto l’unico eroe, superstite e solo.

Ma tu sei stata qui, il tuo profumo ti ha tradita, mi è rimasto tra le mani.

Non sei un sogno, sei reale.

Ma che ne sai tu della mancanza se non ti sei mai ritrovata in un letto vuoto con ancora il mio profumo tra le lenzuola?

Morena M

Mi dimentico sempre di dirlo, sai, eppure ce l’ho sempre sulla punta della lingua tanto da mescolarsi nei sapori e qualsiasi cosa metto in bocca sa un po’ di tutto quello che non ti ho mai detto.

Il caso ha voluto che non ci fosse possibilità per noi.

Età sbagliata

Luogo sbagliato

Amici sbagliati

Vita sbagliata

Eppure in tutti questi errori ci siam trovati più di ogni altra cosa amici.

Ma non di una amicizia disinteressata e sincera,no!

Di più ,molto di più.

Confidenti e amici

Astiosi ed amici

Distaccati ed amici

Ironici ed amici

Innamorati ed amici (non sbuffare )

Abbiamo condiviso situazioni destabilizzanti

In qualche strano modo ci siamo mescolati tanto da non avere più un identità definita e alle volte sai l’età tra noi si permuta.

Cammino spesso lungo quel faro ,lo guardo e rido di quello che io e te siam capaci di fare. Ma ci camminavo anche prima di conoscerti, ma ora è diverso,ora ha un senso quella luce che si rispecchia in mare, ora capisco l’attesa di vedere quella luce quando sei in mare, quella luce che ti richiama al porto.

Dentro di me porto molti disastri emotivi.

Molta precarietà,ma vorrei che tu sapessi che quando sto con te,quando riesco a rubarti quei 5 minuti in più.Ecco io sto bene.. Tu dici che non fai niente.. E rido perchè fai più di quello che immagini. Ed ora Buonanotte.. La mia buonanotte fatta di stelle sul soffito! Ti voglio bene

Morena M

Lo ricordo bene, la prima volta che ho visto il tuo viso in quella foto, lo ricordo bene perché ho smesso di pensare al grigio di quei giorni e tutto si colorò di te. Ti vorrei qui stanotte, ti vorrei qui Si fermò il tempo e i desideri presero a scorrere nelle vene Lo ricordo bene, fu come una tempesta e per guardarti ancora sfidai i tempi Lo ricordo bene, ero incantato Seguivo le linee dei tuo naso, degli occhi e della bocca Ti vorrei qui stanotte, ti vorrei qui Per aver certezza che ti ho trovato per esser sicuro che tu sei Ti vorrei qui stanotte, ti vorrei qui perché niente sarà come prima e tutto si rinnoverà con te verrò da te perché mi sentirò perduto verrò da te per esplorare la tua terra Spero di non impazzire, so che impazzirò. Scarterò caramelle e lascerò libero il mio cuore Voglio correre su strade già percorse e scoprile come nuove Ti vorrei qui stanotte, ti vorrei qui Suonerò il clacson perché nessuno senta e andrò in posti solo per vedere il niente come il tutto Ti vorrei qui stanotte, ti vorrei qui Dio così mi perdonerà di non esser stato felice di non aver cercato la felicità,ma io, io lo ricordo bene che tutto cambiò e ho sentito tutte le stagioni in un attimo. Ti vorrei qui respirerò ancora il mosto, la neve, tutti i fiori, i frutti e il grano vorrò sentire, che hai da dire su di me, vorró sentire la morsa della nostalgia, scoprire che non c’è mai una fine ma solo nuovi inizi ad ogni dicembre aspetterò la notte perché all’alba inizi una nuova vita. guarderò tra le foto e ti vedrò per la prima volta. Lo ricordo la prima volta che ti ho visto, lo ricordo bene perché ho smesso di pensare al grigio di quei giorni e tutto si colorò di te. Ti vorrei qui stanotte, ti vorrei qui. Alberto Iron Fenix

voglio avere i tuoi capelli sparsi sul mio petto e i tuoi fianchi lisciare come argilla tra le mie dita. Voglio sentirti abbandonata e ritrovata con i piedi raccolti tra i miei. Seguirò le tue linee fino a salire sul collo a sigillare baci, respirerò i tuoi sospiri, con i tuoi sguardi ricamerò il migliore dei ricordi. Ti sentirò contenta, ed io, io non potrò far altro che pensarti sempre e per sempre. Sempre e per sempre vorrò avere i capelli sparsi sul mio petto e i tuoi fianchi lisciare come argilla tra le mie dita. Vorrò sentirti abbandonata e ritrovata con i piedi raccolti tra i miei. Seguirò le tue linee lentamente per salire sul collo a sigillare baci. Respirerò dei tuoi sospiri, con i tuoi sguardi ricamerò il più bello dei ricordi. Saremo contenti ed io, io non potrò far altro che pensarti sempre e per sempre, sempre e per sempre. Alberto Iron Fenix

Ti amo. Di questa parola so tutto il peso – l’orrore e la meraviglia – eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata così poco nella mia vita, e così male, che è come nuova per me.

#CesarePavese

Vorrei scrivere di te, mentre perdo un po’ di me, tra le pagine sbiadite di una domenica che profuma di primavera ma che regala ad un cuore gelato solo immagini tiepide da dimenticare. Raffiche di vento soffiano tra i pensieri ad una velocità tale da rendere sordi i sentimenti.

I sentimenti… Cosa sono? Cosa possono diventare quando vengono innaffiati con la paura di soffrire, che si trasforma poi nella paura di essere, finalmente, felici? Avrei voglia di una fetta di torta o di una dolce carezza che mi attraversi dentro, non so più nemmeno io di cosa il mio corpo abbia bisogno e cosa la mia mente vada cercando. Vivo dentro al perfetto caos che il mio testardo ordine ha generato per sopperire al tuo addio, nel giorno in cui il fiore della nostra unione è stato reciso senza alcun timore.

Possibile che io, da allora, non riesca a trovare una risposta che metta a tacere almeno uno dei milioni di quesiti che hanno spazzato via la polvere dai mobili che hai sfiorato, voltandoti per l’ultima volta, prima che io gridassi alla tua schiena in silenzio che ti amavo? Che ti amo, che ti amerò.

Adesso che non riesco a camminare lontano da te, cosa devo fare per non sparire? Per non aprire il cassetto della memoria? Per non fare apparire su questo divano rosso il tuo corpo nudo? Quel corpo che ora la mia mente reclama come le mie mani invece non hanno saputo fare e ora implorano la tua pelle mentre i pensieri si tingono dei colori dell’arcobaleno dopo una pioggia di lacrime che bagnano senza toccare.

Tu, che sapevi rendere azzurro il mio cielo da sempre grigio.

Tu, che sapevi far sbocciare girasoli nel giardino segreto della mia anima.

Tu, che sapevi stringermi le mani senza che io avvertissi forte il bisogno di scappare.

Tu, che sapevi baciare i miei occhi regalando loro un nuovo sguardo.

Tu, che sapevi argomentare ogni mio sciocco dubbio soffiandolo via con la decisione di un bacio inaspettato.

Tu, che sapevi crederci, fidandoti di me.

Tu, che mi chiedevi perché, mentre la mia testa scivolava via dal tuo petto.

E ora che mi sono fermata guardando per la prima volta il muro dove ho appeso l’ultima immagine di un noi che ho fatto a pezzi senza scrupoli, chiedo al tempo di fermare anche te, ad un passo da me, e chiedo allo spazio di incrociare i nostri passi un’ultima volta, per sentire il tuo profumo e ricordare il suo effetto, sulla mia pelle.

Tatiana Foschini

E poi fate l’amore. Niente sesso, solo amore.

E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,

sul collo, sulla pancia, sulla schiena,

i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,

e occhi dentro occhi.

Intendo abbracci talmente stretti

da diventare una cosa sola,

corpi incastrati e anime in collisione,

carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure,

baci sulle debolezze,

sui segni di una vita

che fino a quel momento era stata un po’ sbagliata.

Intendo dita sui corpi, creare costellazioni,

inalare profumi, cuori che battono insieme,

respiri che viaggiano allo stesso ritmo,

e poi sorrisi,

sinceri dopo un po’ che non lo erano più.

Ecco, fate l’amore e non vergognatevene,

perché l’amore è arte, e voi i capolavori.

_ Alda Merini _

“Dalla vita non pretendo molto.

Mi basta sapere che ho tentato

di fare tutto quello che ho voluto,

che ho avuto quel che ho potuto,

che ho amato ciò che valeva

la pena e che ho perso solamente

quel che mai fu mio.”

#Neruda

Un abbraccio vuol dire “tu non sei una minaccia. Non ho paura di starti così vicino. Posso rilassarmi, sentirmi a casa. Sono protetto, e qualcuno mi comprende”. La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero, guadagniamo un giorno di vita.

Paulo Coelho

O sei innamorato, o non lo sei. È come la morte… o sei morto, o non lo sei: non è che uno è troppo morto! Non c’è troppo amore, l’amore è lì, non si può andare oltre un certo limite e quando ci arrivi, a questo limite, è per l’eternità.

(Roberto Benigni)

Vi prego di leggerla

Quando ti vedono una donna forte pensano tu non abbia bisogno di niente e di nessuno, che tu possa sopportare tutto, che qualunque cosa accada tanto la supererai, che non ti interessi essere ascoltata, accudita o coccolata. Quando ti vedono una donna forte ti cercano solo per farsi aiutare a portar le loro croci, ti parlano pensando tu non abbia bisogno di essere ascoltata. A una donna forte non si chiede mai se sia stanca, se stia soffrendo o crollando, se abbia qualche ansia o paura. L’ importante è che lei sia sempre là: un faro nella nebbia o una roccia in mezzo al mare. Alla donna forte non viene perdonato nulla. Se perde il controllo si trasforma in debole, se perde le staffe si trasforma in “isterica”. Quando la donna forte manca un attimo se ne accorgono subito, quando invece c’è sempre la sua presenza viene data per scontata. Quanta forza che ci vuole ogni giorno ad essere una donna forte. Ma di questo non importa nulla a nessuno.

…..🎵M💓

L’erotismo non è soltanto desiderio di un corpo, ma in egual misura anche desiderio di stima. Il partner che avete conquistato, che vi desidera e vi ama, rappresenta il vostro specchio, la misura di ciò che siete e di ciò che valete…

M Kundera

Al tempio c’è una poesia intitolata “la mancanza”, incisa nella pietra.

Ci sono 3 parole, ma il poeta le ha cancellate.

Non si può leggere la mancanza, solo avvertirla.

dal film “Memorie di una geisha” di Rob Marshall

La schiena è la parte che non puoi vederti,quella che lasci agli altri. Sulla schiena pesano i pensieri,

le spalle che hai voltato quando hai deciso di andartene…

(Margaret Mazzantini)

Sono tante cose tutte messe assieme …

Sono,

Figlia,

Sorella,

Donna,

Femmina,

Amante,

Moglie,

Mamma,

Nonna,

Sono quella che ride,

Quella che piange ,

Quella che spera e si dispera,

Sono quella arrabbiata con il mondo intero

Quella che vorrebbe essere felice,

Quella che ama.

Ho una memoria stramba …

Si dimentica il nome delle strade, delle città , ma ricorda benissimo quell’attimo che i nostri occhi si sono incontrati …

Guardati, riconosciuti.

Basta che Chiudo gli occhi e la memoria , me li riporta qua …

Scusa se ho sbagliato a non capire i tuoi stati d’animo!

Scusa se mi sono colorata di vita amandoti!

Scusa se nel MIO silenzio ho osato piangere!

Scusa per tutte le volte che ho cercato di capirti

Scusa se mi sono,Ammaccata,massacrata ogni giorno per te

Scusa se dilaniata nell’anima mi sono sporcata

di sangue e di dolore

dimenticandomi di me…che esistevo anch’io

Ho creduto di ascoltare il cuore che ..

sordo e senza far rumore….

Ha ucciso l’ultimo respiro inalato dentro me

che viveva solo di te!

Maria Inca

2 gennaio 2016,foto Web

Ho conosciuto il silenzio. 

Edgar Lee Masters 

Ho conosciuto il silenzio delle stelle e del mare

e il silenzio della città quando si placa

e il silenzio di un uomo e di una vergine

e il silenzio con cui soltanto la musica trova linguaggio.

Il silenzio dei boschi

prima che sorga il vento di primavera

e il silenzio dei malati quando girano gli occhi per la stanza,

e chiedo per le cose profonde a che serve il linguaggio.

Un animale nei campi geme una o due volte

quando la morte coglie i suoi piccoli;

noi siamo senza voce di fronte alla realtà.

Noi non sappiamo parlare.

Un ragazzo curioso domanda a un vecchio soldato

seduto davanti la drogheria

Come hai perduto la gamba?

e il vecchio soldato è colpito di silenzio e poi gli dice

Me l’ha mangiata un orso.

E il ragazzo stupisce,

mentre il vecchio soldato, muto,

rivive come in sogno

le vampe dei fucili

il tuono del cannone

le grida dei colpiti a morte

e sè stesso disteso al suolo

i chirurghi dell’ospedale

i ferri

i lunghi giorni di letto.

Ma se sapesse descrivere ogni cosa sarebbe un artista,

ma se fosse un artista

vi sarebbero ferite più profonde

che non saprebbe descrivere.

C’è il silenzio di un grande odio

e il silenzio di un grande amore

e il silenzio di una profonda pace dell’anima

e il silenzio di un’amicizia avvelenata.

C’è il silenzio di una crisi spirituale

attraverso la quale l’anima, sottilmente tormentata,

giunge con visioni inesprimibili

in un regno di vita più alta,

e il silenzio degli dèi che si capiscono senza parlare.

C’è il silenzio della sconfitta

c’è il silenzio di coloro che sono ingiustamente puniti

e il silenzio del morente, la cui mano stringe subitamente la vostra.

C’è il silenzio tra padre e figlio,

quando il padre non sa spiegare la sua vita, sebbene in tal modo

non trovi giustizia.

C’è il silenzio che interviene fra il marito e la moglie

c’è il silenzio dei falliti

e il vasto silenzio che copre le nazioni disfatte e i condottieri vinti.

C’è il silenzio di Lincoln, che pensa alla povertà della sua giovinezza

e il silenzio di Napoleone dopo Waterloo

e il silenzio di Giovanna d’Arco

che dice tra le fiamme

Gesù benedetto

rivelando in due parole ogni dolore, ogni speranza.

C’è il silenzio dei vecchi,

troppo carichi di saggezza

perché la lingua possa esprimerla

in parole intelligibili

a coloro che non hanno vissuto la grande parabola della vita.

E c’è il silenzio dei morti.

Se noi che siamo vivi non sappiamo parlare di profonde esperienze,

perché vi stupite che i morti non vi parlino della morte?

Quando li avremo raggiunti

il loro silenzio avrà spiegazione.

Voi credete a quelle sensazioni a pelle?

A quella sensazione incomprensibile che si prova, quando incontriamo, qualcuno, oppure leggiamo un pensiero, a me succede anche qua, su tw, alcune pagine mi incantano,altre non riesco nemmeno a seguirle, eppure non conosco chi le gestisce

Una sensazione che viene da dentro, a pelle, anche se qua non stringiamo la mano a nessuno. Capita anche a voi ? O sono io un’extraterrestre ?