Gli abbracci sono silenziosamente pieni di parole..

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“Io penso che le persone non si dimenticano. Non puoi dimenticare chi un giorno ti faceva sorridere, chi ti faceva battere il cuore, chi ti faceva piangere per ore intere.Le persone non si dimenticano. Cambia il modo in cui noi le vediamo, cambia il posto che occupano nel cuore, il posto che occupano nella nostra vita. Ci sono persone che hanno tirato fuori il meglio di me, eppure adesso tra noi, c’è solamente un semplice ‘ciao’. Ci sono persone che hanno preso il mio cuore e lo hanno ridotto in mille pezzi, senza nemmeno pensarci due volte. Ci sono persone che sono entrate nella mia vita in punta di piedi e ne sono uscite esattamente nello stesso modo. Ci sono persone che hanno creato un gran casino, che hanno sconvolto i miei piani, che hanno confuso le mie idee. Ci sono persone che nonostante tutto, sono ancora parte della mia vita. Ci sono persone che sono arrivate e non sono più andate via. Ci sono persone che, anche se io non le ho mai sentite, ci sono sempre state. E poi ci sono persone che non fanno ancora parte della mia vita, ma che tra qualche anno forse, saranno le persone più importanti per me. Ci sono persone che: nonostante mi abbiano fatto versare lacrime, mi abbiano stravolto la vita, mi hanno insegnato a vivere. Mi hanno insegnato a diventare quello che sono. E, anche se oggi tra noi resta solamente un sorriso o un semplice ‘ciao’, faranno per sempre parte della mia vita. Io non dimentico nessuno. Non dimentico chi ha toccato con mano, almeno per una volta, la mia vita. Perché se lo hanno fatto, significa che il destino ha voluto che mi scontrassi anche con loro prima di andare avanti.”

Web

Mi piacerebbe essere il tuo pensiero,

l’inseparabile ombra che ti segue

– e se non come amante, come amica,

al sole, alla luna, alla luce di casa.

Vorrei essere il fiato del tuo respiro,

l’amore inquieto che ti avvince,

del tuo edificio colonnato e trave,

delle tue ferite odoroso unguento.

Tanto voglio essere tua, farti mio,

che io lascerei il mio spirito vuoto

perché tu lo riempia con la tua essenza.

Porta il mio profilo sul tuo sentiero,

ombra legata al tuo lieve vagare,

assorbimi nella pelle, nel vivere.

Francisco Alvarez

Ci sono donne che camminano per strada fra le macchine e l’asfalto come camminerebbero in una foresta

sono quelle donne che percuotono il tamburo sedute sul tram che attraversa palazzi di cemento
Ci sono donne che raccolgono erbe selvatiche ai bordi dei marciapiedi, che annusano l’aria per sapere che il tempo sta cambiando.
Ci sono donne che danzano sotto la doccia con gli occhi chiusi e la loro casa diventa un bosco e l’acqua una cascata spumeggiante
sono quelle donne che hanno il profumo addosso della libertà
quel profumo che nessun abito, nessun bagnoschiuma, nessuna città può cancellare.
Ci sono donne che lasciano impronte della loro anima selvaggia
nonostante le scarpe lucide e immacolate
le stesse donne che ascoltano il canto delle maree lontano dal mare ma vicine al proprio corpo.
Sono donne antiche, con lo sguardo sacro, il passo audace.
Sono donne moderne, mamme, imprenditrici, impiegate, mogli, single.
Ci sono donne che non hanno tempo,
Ci sono donne che non hanno luogo,
che vivono per sempre
fra i boschi come nel cemento
vivono la loro anima danzando alla vita e trasformando il mondo intorno.
La foresta, i tamburi, le erbe, i lupi e il canto profumato del bosco vivono in ogni passo, vivono grazie a loro.
Non cercate il selvaggio nel fitto del bosco ma nel fitto dell’anima.

Emanuela Pacifici

Caro Babbo, ci ho pensato.

Non voglio essere una di quelle donne da borsa Louis Vuitton.

Scarpe Hogan.

Cintura Gucci.

E nemmeno da bracciale Pandora.

Ma non sono neanche una da pentola a vapore o stirella.

O da crema antirughe.

Nemmeno da foglioline. Che quelle mi sembrano un nuovo inganno.

E non me ne vogliano le donne. Le altre quelle che si farebbero in quattro per una di queste cose.

Ma io desidero uguaglianza di pensiero.

E che tu riesca a scacciare i miei sensi di colpa una volta per tutte.

Vorrei del tempo per me. E che quel tempo non mi sembri rubato.

Desidero riconoscenza. Sì, riconoscenza. Non essere scontata insomma.

E non mi frega più la storia dell’anello. Che quello brilla e basta. E solo le cretine ormai fanno Oh! con la bocca spalancata.

A me incanta un uomo su cui contare e per cui conto. Senza riti. Salamelecchi e contorno.

A me piace il dolce. Quello che assaggio dal mio compagno perché sono a dieta sempre.

Desidero una parola regalata una sera in cui sono ubriaca d’amore.

Desidero calzini puliti nel cassetto giusto.

Chi arriva prima prepara la cena. Neanche a dirlo.

Desidero un posto in cui nascondermi quando non ne posso più. Che sia solo mio. In cui nessuno possa entrare. Proprio nessuno. In cui posso perdermi e ritrovarmi e poi perdermi ancora, sai Babbo Natale, noi donne siamo impossibili, spesso facciamo tutto da sole.

Desidero potermi dissolvere ogni tanto senza che qualcuno mi dica: ma tu sei la madre! Cazzo, lo so!

Voglio silenzio, e ballare a piedi nudi. Che i tacchi li hanno solo le fighe.

Portare le rughe al meglio che posso.

Desidero che non mi porti un vestito taglia 38, ma uno taglia 50 così mi posso sentire magra, magrissima.

Vorrei coraggio da vendere per sentirmi forte quando sono fragile.

Vorrei svegliarmi con un po’ di trucco che non sbavi dopo cinque secondi.

Uno specchio magico che inventi gli addominali anche su di me.

Una borsa piccola ma che sia grande che contenga tutto. Emozioni. Pianti. Paure. Salviette. Fazzoletti. Buon umore.

Caro Babbo Natale, avrei un’ultima richiesta da farti.

Forse la più importante.

Vorrei per ogni donna sulla terra uomini capaci di essere tali.

Che non picchino.

Che non demandino.

Che non opprimano.

Che non violentino.

Che non ci rubino la vita.

Lo so, hai molto lavoro da fare, ma noi abbiamo un’esistenza e una sola.

Non possiamo tanto girarci in giro.

Le donne muoiono davvero. A volte dentro e restano vive.

Nessun regalo stantio per noi.

Buttali nel cesso.

Regalali alla matrigna di Cenerentola.

Alla strega cattiva.

Al mago di Oz.

Ma non a noi.

Noi meritiamo di più di un bracciale o un anello che luccica.

Meritiamo di più. Le stesse opportunità dei nostri uomini.

Una vita che sappia d’amore e di rispetto. E che sia per sempre.

Quella sì che luccica, e sa di meraviglia.

__Tua Penny

https://www.youtube.com/watch?v=E8gmARGvPlI

Ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera.

Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo.

Alessandro Baricco – Oceano mare

ph: evijark

Ogni tanto ritornano le immagini di noi, di quando eravamo felici. Sapevamo trasformare le difficoltà in cose semplici e mai avremmo immaginato di smarrirci dentro l’amore. Da quando vibriamo in modo diverso, siamo talmente distanti che potremmo scontrarci di schiena e non riconoscerci.

È stato bello e devastante, amarti.

Saremo in eterno una bomba nucleare esplosa sui resti dei nostri corpi immaturi. Oggi sono troppo nuda perché tu possa credermi.

Stefania Diedolo Scrittrice

ph: Anina Bird

Quella notte il cielo era blu e puntinato di stelle. La città era immersa in uno strano e misterioso silenzio che veniva scalfito dalle onde, che ribelli e vive s’infrangevano tra gli scogli provocando un dolce e rilassante sibilo. Il ponte che collegava la città con il mare sembrava esser deserto se non per una ragazza che puntava lo sguardo all’orizzonte. I capelli venivano smossi dalla lieve brezza serale e lei, lei sembrava non accorgersene nemmeno tanto era persa nei suoi pensieri e nella visione di quel mare in cui si immedesimava tanto. In fondo il mare le era sempre piaciuto. Trovava affascinante notare con quale frequenza fosse calmo poi subito dopo diventasse irrequieto e alla fine calmo di nuovo… come uno stato d’animo in particolare, il suo. Non era una scelta a caso il fatto di paragonarsi ad un elemento così vivo e a volte contraddittorio. Lei allo stesso tempo era viva e contraddittoria. Diventava felice, grazie ad un sorriso regalato, ad un complimento innato, ad una visione vera in un mondo pieno di visioni artificiali, finte, che non possono che fermarsi ad una semplice e spenta apparenza. Bastava anche solamente il nulla per farle cambiare il suo stato d’animo, passando da una felicità che smuove le corde di un cuore palpitante ad una tristezza priva di una concreta consistenza. Era in quei momenti, dove si sentiva persa perché sembrava aver raggiunto un livello stabile di felicità che poi alla fine era riuscito a scapparle dalle mani fredde, dagli occhi brillanti e dalle labbra tremanti, che percorreva quel tratto di ponte per poi arrivare a vedere il mare, a sfiorarlo, a capire cose che prima di quel momento le erano sembrate impossibili, a sentirsi parte di esso, a sentirsi infinita come non si era sentita mai. Ecco, il mare era anche la sua àncora. Uno scoglio dove era sempre facile arrampicarsi per poi vedere un panorama da mozzare il fiato. Davanti a quella piccola parte di infinito, lei riusciva a riprendere coscienza di se stessa, del suo sorriso che valeva più di mille parole, della sua voglia di amare anche le piccole cose, coscienza del fatto che anche lei fosse parte di tutto ciò e di conseguenza fosse infinita. E così scendeva a mare fino a bagnarsi le caviglie ed osservava e sospirava e respirava soprattutto. Respirava il profumo di libertà, felicità, eternità. Di una cosa era del tutto certa: non avrebbe mai smesso di amare la sua àncora, il suo mare che non le voltava mai le spalle ma al contrario sarebbe stato sempre lì per lei.

Frammentidamore

Il mistero di una donna è un dolore che non si rimargina e neppure si riesce a imparare. L’uomo non imparerà mai a essere donna, e neppure una donna imparerà mai ad essere donna. Quando una donna nasce lo fa per sempre. Un uomo nasce solo per ferire, morire e ferire di nuovo; offendere, chiedere perdono, amare, amare di nuovo, di nuovo scappare, ferire, amare di nuovo e di nuovo morire. L’uomo vive per lasciare impronte nella neve, nell’illusione di fare traccia di sé. La donna la neve e il paesaggio che si farà primavera. La donna è una sfida che ti sfida. La donna è un ordigno, e l’uomo è un bambino che non riesce a capirci niente e lo distrugge, per piangere subito dopo e dare la colpa alle istruzioni. Ma la donna e il cielo non hanno istruzioni. (Nina)

I motivi segreti del cuore, non è dato all’uomo carnale di conoscerli.

Le ragioni profonde di un gesto, di un comportamento , di una scelta, non sempre si possono spiegare a chiunque, perchè chiunque non le potrebbe comprendere.

Ci sono cose talmente grandi, talmente intime, che vengono da così lontano, che persino noi stessi fatichiamo a capire e ad accogliere ; come potrebbe farlo qualcun altro ?

Ci sono cose che, per essere pronti a portarne il peso, serve una vita .

A volte si deve sopportare che altri pensino di noi tutto il male possibile, sapendo che la verità ed i perchè del nostro gesto o della nostra scelta li sappiamo solo noi, spiegare sarebbe inutile, spiegare non servirebbe.

Anche le vie più difficili hanno un loro motivo.

Ed i motivi segreti del cuore, non è dato all’uomo carnale di conoscerli.

Carolina Turroni

La grande difficoltà di questa generazione è comprendere il valore di una vita.

Di una singola vita.

E’ un tempo, questo, dove a fare paura è l’esaltazione della morte, della violenza come forma d’affermazione e di potere.

A far paura è questo, sì, ma a terrorizzare, a terrorizzare davvero, è la facilità con cui la vita si toglie, la mancanza assoluta di remore, di scrupolo, di coscienza, la mancanza di rimorso, la totale leggerezza con cui si spengono il respiro, la luce, i sogni e le speranze ad un altro essere umano, senza batter ciglio, come fosse la cosa più naturale del mondo.

Non è una questione di motivi, neppure di diversità.

E’ mancanza.

Mancanza di spirito.

E’ che la spinta a distruggere ha sostituito la spinta a creare, è il distacco , l’aver dimenticato con quali doglie siamo stati partoriti dall’universo.

L’aver dimenticato che l’unico potere che abbiamo passa dalla vita e non dalla morte.

Carolina Turroni

WI – FI : oramai il più famoso ed usato sistema di telecomunicazione. I più giovani di certo non ne possono fare a meno, noi più anzianotti ci adeguiamo, ma più o meno tutti lo abbiamo sentito e lo sentiamo nominare anche più volte al giorno.

Locale dotato di wi-fi, spiaggia con wi-fi , ecc…

Eppure è stata questa bellissima donna, Hedy Lamarr, a concepirlo per la prima volta inventando – sì, inventando – un sistema di guida a distanza per siluri . Lo stesso sistema che oggi è alla base delle telecomunicazioni a lunga distanza come, appunto , la rete wi- fi .

Ma Hedy era la più famosa attrice del cinema americano di quel tempo, una femmina, una diva, e per di più era anche stata la prima a mostrarsi nuda nella scena di un film !

E questo rendeva inaccettabile qualunque cosa venisse da lei, dal suo ingegno, dalla sua intelligenza, dalla sua inventiva, dalle sue scoperte.

E poco importava che fosse anche un ingegnere , a lei non vollero riconoscere niente.

Ecco, sono passati i decenni, è cambiato il secolo, ora molte cose sono veramente migliorate ed il lavoro viene riconosciuto a prescindere dal sesso e dalle scelte di vita, però questo atteggiamento di chiusura e di pregiudizio lo ritrovo ancora ovunque.

Perchè mai meravigliarsi o ritenere che qualcuno – chiunque esso sia – non possa essere in grado di fare cose meravigliose ?

Perchè condannare o guardare con sospetto uomini e donne che hanno avuto in dono una mente fertile ed aperta, e che riescono ad elevarsi senza boria e senza superbia , per poi condividere con l’intera umanità ciò che quella loro splendida mente costruisce ?

” Tutti gli uomini, da Adamo in giù fino al calzolaio che ci fa i begli stivali, hanno nel fondo dell’anima una tendenza alla poesia. ” disse Giovanni Berchet e questo vale per qualunque altra capacità oltre la poesia.

E spesso – molto spesso – queste capacità sono nascoste proprio in coloro ai quali non daremmo un soldo bucato.

Ma se avessimo meno preconcetti ed un cuore a fisarmonica, pronto ad estendersi ed a gioire , forse riusciremmo a vedere la bellezza che si cela – per proteggersi dall’incomprensione e dalla pochezza umana – anche in coloro che ci passano accanto.

Carolina Turroni

Lascia che sia io a tenerti in braccio,

questa notte.

Anche se i tuoi anni sono molti più dei miei .

Lascia che siano le mie mani

ad accarezzarti la nuca.

Anche se tutti i tuoi capelli sono bianchi

ed io, invece

ne ho solamente qualche filo.

E’ che sento l’anima schiaffeggiata

ed una solitudine mascherata da libertà.

Ed uno spirito di carità materna

che mi sovrasta e mi consuma.

Nessuno mi conosce, nessuno lo sa.

Persino tu mi credi roccia

invece ho il cuore di una cerva

e la stessa paura delle volpi.

Eppure amo questa vita

che non ha bisogno di risposte né ragioni;

essendo in se stessa

suprema risposta e suprema ragione.

Ed amo te

che, del mio cuore, sei risposta e ragione.

Carolina Turroni

Non è della fatica che ci si lamenta, non è del sacrificio che ci si pente, e neppure della rinuncia che ci si dispiace.

Solo, si vorrebbe che non fosse invano.

Solo, si vorrebbe che ne fosse valsa la pena.

Per ogni cosa, questo è il fine.

Sapere che darà un frutto, che ci sia concesso di vederlo oppure no.

Carolina Turroni

Sono tante le forme d’abbandono, ma la peggiore di tutte è quando qualcuno che amiamo – anche se resta – ci abbandona con i motivi, il sentimento, i pensieri, le attenzioni. Quando a qualcuno non importa più sapere ciò che provi, capire quello che senti.

C’è una frase, nel mio dialetto, è : ” Te simbén ! ” ; non ha una traduzione perfetta in italiano ma si può rendere così : ” Tanto, per quel che conti tu, per quel che può valere ( poco o nulla ) ciò che pensi…. ” ; ecco, lo svilire l’essere umano, il togliere il valore alla persona, questo – sì, questo – è il peggiore degli abbandoni.

Questo ferisce a morte le piccole anime di luce che , crescendo, dovranno faticare per togliersi quel ” Te simbèn ” dalla pelle del cuore.

Non ferite, non abbandonate, non svilite coloro che sono affidati alle vostre cure.

Vi posso garantire che non si ricorderanno più se è mancato loro qualcosa di materiale, se non hanno avuto in regalo gli stessi giocattoli degli altri, se non c’erano vestiti nuovi ogni anno ma di sicuro non dimenticheranno il peso delle parole, le espressioni, ogni cosa di immateriale che è stato rivolto loro.

Non si è mai troppo piccoli per comprendere che manca il rispetto.

Per avvertire che non è così che dovrebbe essere, per non sentire il freddo di questi abbandoni.

Se restate, proteggete. Se restate, restate anche con lo spirito.

E’ la miglior cosa che si possa fare per coloro che amiamo.

Carolina Turroni

Senti, Catherine – maledetta, maledettissima benedetta Catherine… smettila.

Smettila con tutti questi tuoi discorsi fuori dal coro, da psicanalista in erba, con il voler sapere tu verità di me che nemmeno io so.

Smettila.

Smettila di scrutarmi come se volessi leggermi dentro.

Smettila di farmi sentire così. Come se ti avessi rubato il tempo, o l’amore, o le lacrime – non lo so.

Non mi chiedere risposte, perché non sono in grado di dartene.

Sì, va bene, sono un coglione che manca di autoconsapevolezza.

Anzi – un vigliacco che ha paura di vedere le cose.

Ok, te lo concedo: è così.

È così e non so cosa farci.

Ci sono cose che non puoi capire. No, non puoi, perché riguardano me e non le capisco nemmeno io: quindi non vedo come potresti capirle tu.

Non mi chiedere definizioni, non mi chiedere ammissioni: non siamo ad un processo.

Io solo una cosa so dirti.

Che senza te non voglio stare.

Sarà banale, lo so, io non sono bravo con le parole come te – però è così.

E hai ragione – hai ragione per tutto quanto, hai ragione a dire che non ti basta, hai ragione a dire che ti fa male e che non è giusto, ma non so cosa farci.

Ho pensato che per il tuo bene dovrei lasciarti andare – ma hai ragione anche sul fatto che sono uno stronzo egoista.

E non ci riesco.

Non ce la faccio.

Ho provato a non pensarti – sai, quella cosa ridicola che ti concentri e ti concentri per non pensare a qualcosa e finisci per pensarci ancora di più.

Esatto, proprio così.

Ho provato a prendere le distanze da te, a seppellirti dentro di me – ma non posso: tu sei un seme, se ti seppellisco metterai radici ancora più profonde.

Sarai sempre con me, Catherine.

Anche quando deciderai di non esserci più.

E mi mancherai.

Perché questa è l’unica altra cosa che so.Che quando non ci sei mi manchi.

Da impazzire.

(Catherine Black)

Lo amava

senza motivo

senza speranza

senza progetti

senza tempo

tra attimi infiniti.

Lo amava

per nessuna aspettativa

per nessun giorno o anniversario

ma per quell’eterno silenzio che profuma di annientamento scorticandoti il cuore con la salsedine d’inverno.

Lo amava

nel nudo esonerabile di un’anima folle nella sua libertà.

Lo amava

sfidando il pericolo di ogni oscurità

dell’isolamento

per ritrovare in quel sorriso la forza di ogni amore.

_ L.Ferrara _

Ma si vede, sai?

Si vede che non ti sei mai sentita amata da nessuno.

Altrimenti non cammineresti con le spalle curve, troppo attenta a dove metti i piedi. Sorrideresti più spesso, anche a caso.

Avresti meno dubbi su te stessa, più fiducia nei confronti degli altri.

Indulgeresti meno nei tuoi difetti, e quella tua camminata speciale, quella che a me fa impazzire, sapresti usarla più spesso.

Tu dici che dell’amore hai imparato a farne a meno, e lo dici convinta, come se non avessi bisogno.

Ma non è questione di bisogno.

È questione che ti cura le ferite, che non devi più camminare zoppa, come se te ne mancasse un pezzo.

Va bene, a te ne ha aperte soltanto.

Ma allora, credimi, quello non era amore.

(Catherine Black)

La falsità è più pericolosa dell’invidia.

Le persone false ti sorridono spesso.

Ti sorridono tanto.

Ti sorridono troppo.

Attenti ai sorrisi falsi.

Attenti alle false persone.

_ Luana Donati©_