Quel Gusto del Proibito

che fa di me

Una DISUBBIDIENTE

Annunci

“Ho comunque sempre scelto te. Ti ho scelto anche con la distanza di mezzo, con la paura di non vederti. Ho sempre scelto te perché nessuno è in grado di essere al tuo livello. Ho sempre scelto te perché il tuo sorriso non riesco a trovarlo sul volto di nessun altro.”

Web

Mia nonna mi diceva sempre: vuoi essere felice? Allora innamorati della vita, sposati con l’allegria, divorzia dalla tristezza, diventa l’amante dell’amore, e ogni tanto dai baci alla follia.

Web

Ci sono ancora persone che si danno la pena di scrivere lettere. E vogliamo dire alla vecchia maniera; scrivere parole su carta, oppure digitarle al computer e poi stamparle, infilarle in una busta e andare all’ufficio postale, anche se il destinatario le riceverà non prima del giorno dopo, spesso molto più tardi. Ci siamo abituati alla velocità, digiti le parole al computer, premi un pulsante e quelle arrivano a destinazione. La chiamiamo immediatezza. Le parole al computer, però, possono anche sparire, svanire nel nulla, rimanere chiuse dentro programmi obsoleti, cancellarsi quando la macchina si rompe, e i nostri pensieri e le nostre reazioni diventano aria, tra cent’anni, figuriamoci mille, nessuno saprà che siamo esistiti. Certo, la cosa dovrebbe lasciarci indifferenti, viviamo qui e ora e non tra cent’anni, ma un giorno ci capita tra le mani una vecchia lettera e qualche demonio si agita nel profondo di noi, ci sembra di sentire un filo che parte da dentro e sparisce nel passato e pensiamo, ecco il filo che tiene insieme il tempo.

J.K. Stefánsson

Forse era questo – forse ti volevo guarire, e forse anche a te sarebbe piaciuto essere guarito, e a chi non piacerebbe star meglio? Avere le ferite sanate, niente più sangue ma fiori, cicatrici che sono solo segni interessanti e magari prudono col vento – ma nessun altro taglio a sfigurarti ancora?

Tutti vogliono guarire.

Ma pochi vogliono abbandonare ciò che li fa star male.

A tutti piace guardare fuori dalla gabbia e sognare la libertà. Ma quando la porta è aperta – ah, la corrente che entra fa paura.

Una grande, fottuta paura.

(Catherine Black)

Amare è rischiare di essere rifiutati.

Vivere è rischiare di morire.

Sperare è rischiare di essere delusi.

Provare è rischiare di fallire.

Rischiare è una necessità.

Solo chi osa rischiare è veramente libero.

Alda Merini

Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene,

ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo,

che mai ti dimenticherò.

(Gabriel García Márquez)

Non è vero che l’età più bella per una donna è la giovinezza.

L’età più bella è quando una donna raggiunge la piena consapevolezza di sè e del suo valore, e non le importa di piacere o no, le importa solo di ciò che la fa stare bene!

(Web)

Quello che mi è sempre piaciuto di lei era il suo silenzio: non era un silenzio qualsiasi, era un silenzio pieno di contrasti e di piccoli silenzi concentrici come onde in uno stagno. Lei non cercava di capirmi, sapeva che era stupido pretenderlo.

Tra noi due non c’era bisogno di capire: io avevo il mio dolore pieno di parole e lei il suo silenzio.

Efraim Medina Rey

Voglio fare l’amore con Te, non in un modo qualunque, in un modo indimenticabile che non conosce tempo, non in modo carnale, ma pelle contro pelle, con il sangue che scorre nelle vene partendo dal cuore. Labbra contro labbra, cuore contro cuore, anima dentro l’anima. Con il tuo sospiro che si intreccia al mio e che si confonde dentro di me. Non voglio promesse o certezze, ma solo amarti, sentire che le tue labbra mi stanno amando e sentire le tue mani che mi scoprono, che mi invadono, sentire sulla pelle i battiti di Te e la melodia del tuo cuore. E Io? Io ti amerò come mai è stato prima, ti amerò per un lungo istante che varrà l’eternità . Ti amerò come non sapevo di poter amare, ti amerò con l’anima piena, anima dentro l’anima e mi sentirai sotto pelle, indelebile dentro il cuore. Ti toccherò dentro e amerò ogni millimetro di Te, e poi? Non sarà così per sempre, lo so, perché le cose belle non sono mai eterne, ma la magia di quel momento, la magia di Me, la magia di NOI, la troverai depositata dentro di Te. Ti basterà mescolare i ricordi, salteranno fuori i brividi dal cuore e i momenti più belli di noi. Ti abbracceranno nel tempo come una dolce carezza, come accade con le cose più belle. Perché se è vero che lasciarsi può far male, non c’è nulla di più doloroso del rimpianto di non essersi appartenuti, del dubbio di come avrebbe potuto essere stato.

© Silvana Stremiz

Io vi auguro di sbagliare tanto.

Di fare una marea di cazzate.

Di ritrovarvi col tempo a dire “ma chi me l’ha fatto fare?”, di ripensare all’indietro senza un briciolo di nostalgia.

Di dire “sono stato un idiota” oppure “è il ricordo più bello che ho”, ma senza un solo frammento di rimpianto.

(Non negatevi nulla.)

Vi auguro di trovare l’amore della vostra vita solo dopo aver aperto ferite incolmabili per quella sbagliata, o non sarete mai capaci di apprezzarla davvero.

Vi auguro di arrivare a capire che la felicità è uno stato d’animo e non una condizione di vita, che non la si prova in assenza di delusioni ma nonostante.

Mi auguro che troviate il coraggio di ritrovarvi in meno libri, film, canzoni, e più in voi stessi.

Vi auguro di sentirvi a terra, allo stremo, di dire che non potete più farcela solo per sorprendervi del fatto che invece, ancora una volta, potete.

Di imparare a non giudicare le scelte degli altri, anche se in minima parte lo facciamo tutti, solo perché le sentiamo distanti e in contrasto con le nostre.

Di ricevere gentilezza, tenerezza, dolcezza e non per forza da un partner, ma da qualsiasi persona sappia capire che a volte per stare bene basta qualcuno che ci ascolti e si prenda cura di noi. Anche nel suo piccolo, anche da lontano.

Per una volta, io non auguro a nessuno l’amore, la salute, la felicità o i soldi, ma la vita. (cit.)

Ma forse sono io quella strana, in un mondo fatto di indifferenza, strafottenza e arroganza.. quella che ancora si sa emozionare per le piccole cose, o starci male. Una pecora nera in un branco di finti lupi che abbaiano ma non sbranano. Quella che crede nella parola data e non ha ancora capito che alle persone piace parlare a vanvera, blaterare senza mai dire, dire senza fare e promettere senza mantenere.

Liana Masi

Sono colpevole, lo confesso!

Punitemi pure, se credete…

Io, vittima e carnefice

del mio testardo orgoglio,

ostinatamente dimostro forza,

per non sentire più dolore,

per non dichiararmi finita…

per nessuno mai!

Tenacemente colpevole,

mi rintano tra muri di silenzi

mordendo rabbia insana

verso chi m’ha avvelenato.

Soffoco smanie vendicative

contro chi mi ha ucciso l’anima.

Intravederete solo parvenza

d’indifferenza e falso distacco,

…mai le ferite inferte.

Non mostro il centro dove colpire,

per vedermi crollare, godendo.

Pecco di vanità e passioni

sì lo ammetto!

Io, imperfetta consapevole

fiera belva che si difende.

Ingenua creatura che ama

spaventata dalla luce

coperta da strati d’oscurità…

*Stefania Palamidesi@t.d.r. 09/02/17*

C’è chi sa solo parlare, e chi sa anche ascoltare. C’è chi sa solo guardare, e chi sa anche fare. C’è chi dice che il suo problema sia sempre il più grosso, e chi crede che il prossimo possa averne di più grandi. C’è chi pensa sempre a se stesso, e c’è chi guarda anche l’altro. C’è chi non mi piace affatto, e chi adoro.

Daniele De Patre

Intrecciamo i nostri pensieri, le nostre anime, i nostri cuori, senza preoccuparci del mondo esterno.

Esistiamo solo noi, nessun altro pensiero, solo il piacere che deriva dal nostro perverso intreccio.(cit.)

Vorrei tanto poter dormire con te. Sentire il tuo respiro leggero che mi smuove delicatamente un ciuffo di capelli; sentirei il tuo corpo che si muove inconsciamente durante il sonno; baciarti la fronte prima di metterci a dormire oppure poterti fissare 5 minuti prima di cadere nel mondo dei sogni. Vorrei tanto poter dormire con te, presto. Perché penso che sia uno dei gesti più intimi del mondo: abbandonarti totalmente, perdere l’assoluto controllo di te stesso per alcune ore, con la certezza di essere al sicuro. Vorrei poterti consolare dopo un incubo, oppure farmi svegliare alle 3 di notte perché hai fatto un sogno strepitoso. Vorrei poter dormire con te ed avere la certezza di trovarti al mio fianco quando mi girerò per cercarti.”

Zoe

Vogliamo il sole, ma non sappiamo aspettare la fine della pioggia. Vogliamo l’amore, ma non sappiamo lottare abbastanza. Vogliamo il bene di tutti, ma non sappiamo essere d’esempio. Al giorno d’oggi, vogliamo quasi tutti “troppo”, ma ben pochi sono disposti a qualche sacrificio.

Luna Del Grande

Sai, stavo pensando a questa faccenda del farsi scivolare di dosso le cose – ma come funziona? mi chiedo – esiste un sapone con cui spalmarsi, o una specie di olio per farle scivolare?

E se c’è – poi non c’è pericolo che ti lasci per sempre unta, o viscida?

Non lo so.

Forse, a dire il vero, preferisco continuare ad essere così, un po’ ruvida. Ad avere delle pieghe e degli appigli addosso su cui le cose si incastrano. Perché questa cosa me la immagino un po’ come il fianco di una montagna – e gli appigli in cui le cose rimangono bloccate sono degli arbusti, dei piccoli alberi, che crescono forti e protesi verso la luce nonostante siano su una parete a precipizio, nonostante tutto intorno non abbiano altro che roccia.

E magari le cose che gli finiscono addosso prima o poi li sradicheranno e li faranno cadere giù – ma magari invece no, magari rimarranno lì, e saranno loro ad aver bloccato le cose che non ti sei fatto scivolare di dosso.

E dimostrerai che, se sei riuscito ad opporgli resistenza, allora sei più forte di loro

(Catherine Black)

Ti ho seguita per guardarti senza esser visto. Ho seguito ogni tuo passo per trattenere il respiro e immaginarti ancora come quando tu ed io eravamo noi. Ti ho seguita per misurarmi col dolore e sentirmi vivo in quel momento di morte. E ho visto le ombre allungarsi e le cose tingersi di intensità. Pensavo di non resistere, pensavo di asciugare le guance. Sentivo abbaiare lontano i cani e gli scarabei col loro ronzio a cercar le rose ancora aperte. Ho mangiato senza fame e regalato sorrisi a chi mi leggeva il libro senza aprirlo. Mangiai la minestra e bevvi del vino. Quando chiusi la finestra cancellai diciotto anni, contai le cicatrici e respirando l’aria che già sapeva d’autunno ho ripreso il passo. Alberto F

lo scrivere per sfogo è una guerra a ferro e fuoco, un misto liquido di sangue inchiostro e lacrime e il foglio non sempre regge tutto quell’impeto, le parole vicine si sopportano, alcune si odiano, le rime non si amano, ogni sillaba cade con la pesantezza di un macigno al suono cupo di colpi di cannone, indelebile come l’imprimersi di un marchio rovente. 

Lucrezia B

Va beh, io piango facilmente.

Mi basta poco.

È il motivo per cui vado spesso al cinema da sola: è pressoché matematico che, qualunque film io guardi, trovi qualcosa che riesca a commuovermi. Spesso peraltro cose che centrano poco con la commozione – tipo quando Eowyn nel Signore degli Anelli rivela di essere una donna ed uccide il Re Stregone, oppure quando Turing trova la combinazione esatta perdecrittare Enigma in Imitation Game.

Piango con i libri, piango per le gentilezze, piango nel vedere gli anziani solo o le foto degli animali maltrattati.

Piango se penso a te, ogni tanto.

Piango all’idea di perdere qualcuno, all’idea del tempo che passa.

Mia nonna diceva che era perché ho il cuore piccolo, e non ci sta tutto dentro – ma non penso sia così.

Vorrei averlo un cuore piccolo, a volte: sentirebbe di meno.

Forse è un po’ oversize, invece.

O magari è fatto semplicemente di un materiale difettoso che assorbe troppo, come fanno le melanzane con l’olio.

O ha una valvola piccola, quella che dovrebbe servire a buttar fuori le cose, esprimerle – quella che dovrebbe far interagire le emozioni con il mondo esterno.

Le imbottiglia, invece, e si sedimentano rilasciando vapore, umidità.

Che escono fuori sotto forma di lacrime.

O di ritenzione idrica che diventa cellulite.

In ogni caso è un difetto.

(Catherine Black)